Uno sguardo al lungo termine….

Eccoci al consueto aggiornamento sulle previsioni a lungo termine. Teniamo conto, anche in questo caso, dei due comparti principali dell'atmosfera: stratosfera e troposfera. Quest'ultima è quella che contribuisce, ovviamente, in maniera più diretta alla determinazione delle condizioni climatiche al suolo. Ricordiamo infatti che:

La troposfera (dal greco:τροποςmodo, mutazione, cambiamento) è la fascia sferoidale aeriforme dell'atmosfera che si trova a diretto contatto con la superficie terrestre, di spessore variabile a seconda della latitudineÈ lo strato dove avvengono la maggior parte dei fenomeni di carattere meteorologico, causati dalla circolazione delle masse d'aria e che danno vita ai venti, alle nuvole e alle precipitazioni atmosferiche.(cit. Wikipedia)

La stratosfera invece agisce indirettamente sulle vicende climatiche della superfice terrestre, interagendo in alcuni casi con la troposfera e influenzandola:

La stratosfera è il secondo dei cinque strati in cui è convenzionalmente suddivisa l'atmosfera (troposfera, stratosfera, mesosferatermosfera e esosfera). Essa si trova al di sopra della tropopausa (lo strato di atmosfera che separa la troposfera, in cui avvengono i fenomeni meteorologici, dalla stratosfera)La stratosfera comincia intorno ai 12 km (8 km ai poli e 20 km all'equatore) e termina a un'altitudine di circa 50 km, dove la temperatura raggiunge un massimo di -3 gradi Celsius.(cit. Wikipedia).

I rapporti di interazione sono reciproci e spesso avviene anche il contrario, cioè che la troposfera, tramite alcuni meccanismi, possa forzare la circolazione dei piani superiori. Al livello del mare la pressione media è di 1013 hpa circa e va diminuendo via via con l'aumentare della quota. Raggiunge infatti i valori di 100hpa al livello della tropopausa, mentre in stratosfera arriva fino a valori di 1hpa (alta stratosfera).  

Ora partiamo, nella nostra consueta analisi, proprio da quest'ultima sezione. Nello scorso articolo si paventavano due ipotesi, come chiave d'evoluzione futura:

1)esaurimento dei warming e ripresa del vortice polare che andrebbe così incontro ad un repentino raffreddamento. In questo caso si andrebbe a perdere, già da adesso, buona parte dell'inverno (regola del precondizionamento secondo Waugh & Polvani).

2)azione forzante dei riscaldamenti stratosferici. Convergenza dei flussi verso il polo, e conseguente attivazione dell'onda atlantica che porterebbe ad un indebolimento del vortice polare stratosferico con eventuale displacement o split di quest'ultimo.

La seconda soluzione è stata quella che, parzialmente, si è andata a verificare. I warming (riscaldamenti che tendono a disturbare la normale circolazione zonale del vortice polare stratosferico) non hanno però avuto la forza necessaria per provocare un MMW (Major Warming: un riscaldamento stratosferico si può definire MAGGIORE quando a 10HPa le correnti zonali (correnti che soffiano da ovest verso est, le cosiddette westerlies) vengono sostituite dagli esterlies fino alla latitudine di 60N. Il Major Midwinter Warming (MMW) richiede quindi non solo un forte riscaldamento stratosferico (vedi Stratwarm) e l’inversione del gradiente meridionale di temperatura, ma anche un cambiamento totale della circolazione polare (zonalità negativa) attraverso lo split o il displacement del VPS. Il Major Midwinter Warming (MMW) si verificano soprattutto nel periodo gennaio-febbraio cit. Daniele Campello). 
 
MMW che avrebbe potuto condizionare le vicende troposferiche garantendo fasi invernali più durature e crude su alcune zone dell'emisfero boreale. Invece l'inversione dei venti zonali si è avuta solo fino ai 70°N, traducendosi in una parziale divisione in due lobi del VPS:
 
 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Sul lungo termine si assisterà ad un riassorbimento dei riscaldamenti ben visibili nell'ultima mappa con un parziale riaccorpamento del vortice. Lo stress ad opera delle due onde planetarie (le zone di alta pressione ai lati proprio del vortice) sarà però sempre presente:
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
L'evoluzione futura è ancora in dubbio. Andremo passo passo pertanto, consapevoli del fatto che, proprio in stratosfera, almeno fino a fine seconda decade non dovrebbero esserci grossi scossoni tali da causare terremoti modellistici.
Passiamo ora ad un'analisi più approfondita della troposfera. Qui i flussi di calore in atlantico sono vivi e attivi, traducendosi in una maggior ingerenza dell alta pressione azzorriana sul settore atlantico orientale. Le maggiori vorticità, alla quota isobarica di 500 hpa (circa 5000 metri di altezza) si ritrovano sul Canada:
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Al momento si notano come le ondulazioni in seno al vortice polare troposferico siano poco ampie. Queste non fanno altro che dissipare energia e garantire una certa stabilità allo stesso vortice. Stabilità che, con la situazione appena descritta, si tradurrà in un periodo caratterizzato da AO+ e NAO ++. Tale tesi è rafforzata anche dal passaggio in fase 5 della Madden Julian oscillation (sulla quale si può trovare una breve spiegazione a questo link: http://www.meteopadova.it/teleconnessioni.htm#Madden-Julian-Oscillation (MJO) ), che si tradurrà appunto in una situazione di geopotenziali a 500 hpa come da mappa seguente:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anticiclone ingerente su mediterraneo centrale e correnti occidentali alte. Tale periodo potrebbe essere di breve durata comunque. Già nel medio termine si può notare infatti una ripresa della semipermannte aleutinica (la corrispondente in oceano pacifico della depressione d'Islanda) che potrebbe garantire, intorno alla metà del mese, ondulazioni in seno alla corrente getto di maggior ampiezza, con possibilità quindi di ripartenza dei treni d'onda con effetti sul continente europeo, che si tradurrebbero in rientri di aria fredda da est, con portata da valutare in seguito, o artico marittimi a chiusura continentale (ma questo, a parere di chi scrive, solo più in là). Ovviamente verificheremo e valideremo la bontà delle previsioni nei prossimi aggiornamenti. A risentirci a presto.


Lascia un commento