Svolta invernale dopo metà mese?

Ben poco d'invernale s'è visto fin'ora, se non fosse per la breve irruzione fredda consumatasi sul finire di novembre. Poi spazio, quasi incontrastato, all'alta pressione.

Merito di un vortice polare compatto come di rado accade e ben ancorato alle alti latitudini concedendo solo quasi brevissimo peggioramento per flebili ondulazioni della corrente a getto. D'altronde tale situazione era stata pronosticata nell'outlook invernale visto che gli indici erano tutti concordi verso una situazione da AO+++, la cui positività indica, appunto, scambi meridiani deboli o assenti del tutto.

Ecco a corredo di quanto suddetto una mappa riferita alle anomalie a 500hPa:anomalia500

Chiarissimo intuire un'anomalia molto positiva sull'Europa centro-meridionale, per via della presenza dell'anticiclone; d'altro canto l'anomalia decisamente negativa alle alte latitudini, in particolar modo sul mar d'Islanda a causa dello stazionamento semi-permanente del vortice polare Islandese.

L'immagine successiva, invece, mostra le velocità medie zonali:

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Quasi a fondoscala nelle zone medio alte della stratosfera con conseguente cooling che ha contributo al rafforzamento del vortice polare nella sua sede naturale dove ha potuto agire praticamente quasi indisturbato.

Ulteriore immagine a confermato di quanto detto fin'ora, quella delle anomalie dei geopotenziali normalizzate alle diverse quota:

anomaliaz

Anomalie decisamente positive in troposfera, decisamente negative in stratosfera, con i valori più negativi registrati nella seconda decade di dicembre, quando di fatto s'è avuto un ulteriore rafforzamento del vortice.

Negli ultimi giorni, però, le vorticità maggiori sono traslate, a fasi alterne, sul Canada e sulla Siberia dando vita ai primi warming (nati per attrito vista la posizione non in asse del vortice polare), che hanno determinato una prima parziale destrutturazione del vortice polare ellitticizzandolo:

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Grazie a questo si sono riattivati i flussi di calore relativi alla wave 1 (Anticiclone Aleutinico) e alla wave 2 (Anticiclone Azzorriano).

Ora la domanda che ci poniamo un pò tutti è: arriverà l'inverno anche nel Mediterraneo Centrale? Beh, dalla situazione che va profilandosi ai piani alti dell'atmosfera sembra che la svolta sia possibile e non molto lontana.

La "rinascita" della wave 1 e della wave 2 contribuiranno a destabilizzare ulteriormente il vortice polare determinando ondulazioni della corrente a getto sempre maggiori.

Da più giorni, le emissioni modellistiche dei principali centri di calcolo, iniziano ad intravedere gli effetti di tale situazione. Effetti che si traducono nell'abbassamento del flusso Atlantico che, dopo metà mese, tornerà a far visite alla latitudini Mediterranee. Molto probabili quindi perturbazioni di matrice nord-Atlantica o al più artica che porteranno le temperature nei valori medi del periodo o poco sotto (dopo un'altra settimana, quella appena iniziata, praticamente primaverile) e riporteranno condizioni di instabilità che potrebbero favorire nevicate sui rilievi.

Contemporaneamente, un lobo del vortice polare raggiungerà anche la Russia Europea ed il Baltico che, finalmente, vedranno un deciso raffreddamento, dopo le pesanti anomalie positive delle ultime settimana.

Recm2401

Sono i primi segnali di una svolta stagionale, seppur gli ingredienti sono ancora pochi per proclamare irruzioni gelide in Italia e/o nevicate a basse quote. Le velocità zonali in stratosfera, infatti, seppur in calo, non lo saranno abbastanza da permettere scossoni sull'assetto barico continentale e, quindi, scambi meridiani importanti. Probabile un lavoro in decoupling strato-tropo che potrebbe durare per qualche tempo.


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