Ritorno nell’anonimato

Dopo lo scorcio invernale appena passato con il ritorno della neve sui monti, la ripartenza a razzo della depressione semipermanente canadese ci farà ritornare nel limbo dello schema configurativo pre-seconda decade di Gennaio, con alta pressione invadente intervallata, al più, da qualche ondulazione atlantica foriera di neve in montagna, giusto per ricordarci di non essere ancora entrati in primavera. Ecco una carta alla soglia dei 500 hPa del modello matematico GFS, che meglio rappresenta la nostra idea sullo schema circolatorio dominante per i prossimi giorni.

Tutto ciò durerà almeno fino alla seconda decade di febbraio (giorno più giorno meno), ma alcuni elementi ci inducono a pensare che l'inverno non sia del tutto finito.

Uno dei motivi è innanzitutto l'assenza del pre-condizionamento dell'imponente raffreddamento stratosferico di fine Novembre, che ha di fatto "dopato" il vortice polare per ben 45gg (1 Dic – 15 Gennaio), rendendolo quasi immune agli attacchi delle onde planetarie principali (Azzorriana in primis) ma dislocandolo bensì sul continente canadese.

 

Nel futuro prossimo possiamo notare invece come la disposizione dei centri di vorticità del vortice polare vadano a cambiare localizzazione, spostandosi di fatto sulla Siberia Euro-Asiatica. Ciò comporterebbe una più agevole facilità di manovra dell'onda planetaria Atlantica, non più soggetta allo stress imposto dal lobo polare dislocato sul Canada e, quindi, più propensa ad elevazioni meridiane, seppur l'asse che assumerebbe il VP non sia del tutto favorevole ad azioni di portata evidente, ma che comunque lascerebbe spazio ad una possibile circolazione secondaria o ad una discesa a matrice artico-continentale.

Sarà quindi proprio tra la terza decade di Febbraio ed i primi giorni di Marzo in cui l'inverno potrebbe ritagliarsi quella finestra di tempo utile a far sentire quantomeno la sua presenza, in una stagione altresì destinata a chiudersi, come appunto evidenziato nel titolo dell'articolo, nell'anonimato.

Prima di salutarci al prossimo aggiornamento, è doveroso un cenno sul riscaldamento che sta avvenendo in alta stratosfera, per alcuni giorni visto dai maggiori centri di calcolo come un MMW (major mid-winter warming), fenomeno capace di propagarsi lungo tutta la colonna atmosferica, provocando di fatto uno sconquasso nella normale circolazione generale. Ebbene il tutto è stato declassato ad uno stratwarming di tipo minor, il quale non farà altro che destrutturare momentaneamente il vortice polare,  non in maniera permanente come avrebbe fatto il suo collega citato un paio di righe sopra.

 

Restate aggiornati!

La Redazione


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