Recenti cambiamenti climatici a Monte Scuro

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO UN INTERESSANTE ARTICOLO REDATTO DAL DR. ING. GIUSEPPE VIGGIANI SUI RECENTI CAMBIAMENTI CLIMATICI DELLA STAZIONE DI MONTESCURO (SILA).

Chiunque frequenti abitualmente le montagne calabresi in inverno (sciatori, escursionisti, alpinisti), aveva percepito nettamente l’aumento delle temperature che si è verificato negli ultimi anni.

La coltre nevosa si compatta rapidamente aumentando il contenuto d’acqua, i fenomeni di galaverna sono sempre più rari e, anzi, la neve cade dagli alberi nel volgere di pochi giorni o addirittura ore. Rara anche la neve gelata-ventata, amata dagli scalatori, o la cosiddetta powder (neve secca farinosa), ambita dagli sciatori.

L’entità del fenomeno, tuttavia, non sembra sia stata sin qui quantificata. Il caldo eclatante dell’ultimo inverno ha suggerito quindi di approfondire l’analisi.

È risultata utile, allo scopo, la stazione di Montescuro, in Sila Grande, a quota 1720 m slm, i cui dati sono disponibili su:

http://italian.wunderground.com/global/stations/16344.html

La Figura 1, ricavata dal sito suddetto, mostra l’andamento delle temperature medie giornaliere registrate dal 1 dicembre al 20 aprile di quest’anno, a confronto con un intervallo non meglio specificato in cui le stesse normalmente ricadono (probabilmente un intervallo di confidenza di ampiezza non nota).

 

FIGURA 1

 

Si può osservare che solo in due circostanze la temperatura media è scesa brevemente al disotto del valore inferiore dell’intervallo, mentre per lunghi periodi il valore è stato sensibilmente più alto rispetto al limite superiore.

Nei mesi di gennaio e febbraio il fenomeno è stato particolarmente accentuato, con consistenti e prolungati superamenti della soglia superiore.

Sin qui i dati termometrici del 2014, accompagnati da una prevalenza di venti meridionali e occidentali, a scapito dei più freddi e sempre più rari venti settentrionali e orientali (Figura 2).

 

FIGURA 2

 

Come accennato, però, proprio l’occorrenza di un inverno così caldo ha suggerito un’analisi più accurata, che è stata estesa all’ultimo decennio (2005-2014) e focalizzata sui mesi di norma più freddi (gennaio e febbraio).

Sono state prese in considerazione sia le temperature medie, che quelle massime e minime giornaliere (Figure 3, 4).

 

FIGURA 3

 

 

FIGURA 4

 

Le linee rette indicano la tendenza del periodo, con esiti clamorosi.

In gennaio, l’aumento della temperatura media nel periodo è stato di 0.21 °C all'anno, e quindi 2.1 gradi nel decennio. Quasi uguale è stato l’incremento della temperatura massima (0.20 °C/anno), più contenuto quello della minima (0.16 °C/anno).

In febbraio, la temperatura media è mediamente aumentata di 0.3°C all’anno, e quindi 3°C nel decennio. Ulteriormente più elevato è stato l’aumento della temperatura massima, salita in media di 0.35 °C all’anno. Appena più contenuto l’aumento delle temperature minime, mediamente pari a 0.29 °C all’anno.

Ne è conseguita, negli ultimi anni, la persistenza dello zero termico a quote superiori anche per più giorni consecutivi, con repentina trasformazione della coltre nevosa e frequenti successioni di cicli di gelo e disgelo, che normalmente si verificano in primavera.

Sono comparse, anche in pieno inverno, le piogge oltre i 1600 m di quota, che molto di rado si manifestavano prima dell’ultima decade di marzo.

Sarà interessante osservare l’evoluzione del fenomeno nei prossimi anni.

 

Dr. Ing. Giuseppe Viggiani


1 commento

  1. Suppongo che l'analisi parta dal 2005 perchè è da quell'inverno che la stazione è stata installata e mancano, pertanto, dati precedenti. E' così?

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