L'Anticiclone Africano (Il cammello)

L'Anticiclone subtropicale africano è un'area di alta pressione di natura subtropicale continentale, che interessa in modo pressoché permanente tutta l'area dell'Africa settentrionale occupata dal deserto del Sahara, dove garantisce una continua e persistente stabilità atmosferica.

Come ogni area di alta pressione, anche l'Anticiclone subtropicale africano possiede i suoi meccanismi dinamici che possono portarlo ad espandersi verso nord, raggiungendo le coste maghrebine. Quando si forma una lacuna barica iberico-marocchina tra le isole Canarie, il Marocco e la Penisola iberica, si innesca un'ulteriore espansione di questa area di alta pressione verso nord che raggiunge così il bacino del Mediterraneo e l'Europa meridionale, dove spesso può fondersi con l'Anticiclone delle Azzorre.

La risalita verso nord dell'anticiclone subtropicale africano fino al Mediterraneo, determina la formazione di un promontorio di alta pressione, comunemente chiamato anche gobba di cammello.

In Italia, questo scenario determina stabilità atmosferica con valori di temperatura molto gradevoli nella stagione invernale, un po' di caldo nelle ore centrali della giornata se questa situazione si verifica nelle mezze stagioni.

Molto più complesse sono le conseguenze quando questa configurazione si presenta nella stagione estiva. Le correnti calde provenienti dal Sahara, oltre a portare un sensibile aumento delle temperature oltre la media con valori elevatissimi nelle pianure e nelle valli interne, attraversando il Mediterraneo si caricano di umidità, determinando condizioni di caldo afoso e grosso disagio per tutti i soggetti, con livello di rischio molto elevato soprattutto per gli anziani.

Durante la stagione estiva, la presenza stabilizzante dell'anticiclone subtropicale africano, che è sempre accompagnata da elevatissimi valori di altezza geopotenziale, è riconoscibile dalla pressoché totale assenza di attività cumuliforme nelle zone interne, per l'elevata stabilizzazione atmosferica che si verifica a tutte le quote, impedendo di fatto infiltrazioni di aria fredda che possano contrastare con il sollevamento dell'aria calda susseguente all'intenso riscaldamento del suolo.

Questa area di alta pressione ha da sempre accompagnato le ondate di calore che hanno interessato l'Italia, come quelle del Luglio 83' quando la stazione ARPACAL di Cosenza raggiunse 42.5°C, o del Luglio 07' quando si toccarono i 41.3°C sempre nella medesima stazione.

Ecco una mappa barica di esempio (la carta mostra proprio il giorno più caldo del Luglio 83'):

 

 

fonte WIKIPEDIA


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