La Nina: quali i risvolti?

Le variazioni dell'indice ENSO sono spesso associate alle sorti dell'inverno Europeo. Ma siamo veramente sicuri che l'indice in esame sia, da solo, sufficiente a regolare le configurazioni bariche del vecchio continente??? Oppure c'è qualcosa in più da analizzare per soddisfare la nostra curiosità???

Ecco di seguito un excursus storico del fenomeno NINA e di una possibile chiave di lettura per il prossimo inverno a cura del nostro centro analisi.

Abbiamo spulciato il database dell'indice ENSO da cui si rilevano i fenomeni di NINO/NINA ed abbiamo selezionato tutti gli episodi di NINA disponendoli in una tabella per data e trimestre:

Successivamente abbiamo analizzato gli anni di NINA MODERATE (valori compresi tra -1 e -1,5) e di NINA STRONG (valori compresi tra -1,5 e -2) ovvero quel range in cui è prevista la NINA per questo inverno.

Come secondo passo abbiamo cercato sull'archivio storico delle carte a 500hPa e 850hPa le discese più rilevanti degli anni sopra evidenziati (evidenziando in Rosso le più intense):

Da questa prima scrematura salta all'occhio come gli inverni con NINA moderate-strong siano produttivi in termini di ondate di freddo, infatti 10 su 10 stagioni invernali  hanno prodotto incursioni gelide di una certa portata.

Altro fattore curioso è che nei periodi di NINA STRONG le discese siano concentrate esclusivamente nella primissima parte invernale ovvero nel periodo  fine novembre-inizio dicembre (anni 1973-74 / 1988-89), svanendo di fatto nel prosieguo della stagione.

Molto più "produttivi" sono gli episodi di NINA MODERATE….infatti è possibile osservare come gli episodi siano meglio distribuiti in Dicembre e Gennaio, salendo di picco a Febbraio (dove si registrano le discese più consistenti e durevoli) e buona parte di Marzo.

Da una prima valutazione, negli anni di NINA moderate l'inverno sembra molto più dinamico e produttivo.

La nostra curiosità però non si è fermata qui. Dopo l'analisi degli eventi più rilevanti abbiamo cercato di intuire una qualche correlazione tra quest'ultimi e i maggiori indici teleconnettivi di seguito esposti.

La prima cosa che salta all'occhio, e che soprattutto ci aspettavamo, sono i valori COSTANTEMENTE NEGATIVI di PDO e PNA ovvero gli indici più significativi dell'area del Pacifico, da cui dipendono molto di più di quel che si creda le nostri sorti. Il motivo è semplice, e si traduce semplicemente nella variazione dell'angolo di uscita della corrente a getto (JET STREAM) dalle coste orientali degli Stati Uniti…….infatti valori positivi di PNA e PDO sono sintomo di una forte dinamicità dell' HP Aleutinico  che , a sua volta, "eccita" la JET STREAM in uscita dalla est coast statunitense avendo di fatto un influenza marcata sulla negatività dell'indice NAO, ovvero proprio ciò che è avvenuto lo scorso anno.

Un NAO fortemente negativo è sintomo di una ingerenza atlantica sostenuta che, se per buona parte dell'europa,del nord italia e per le alte quote del sud italia è produttiva, di contro regala poche soddisfazioni alle basse quote del meridione.

Ritornando alla nostra analisi è infatti evidente come, negli episodi più significativi per le nostre terre, il NAO si mantenga su valori NEUTRI (tra 0 e 1) o debolmente Negativi (tra 0 e -1).

Per quanto riguarda l'indice AO non si riscontra una vera e propria correlazione marcata come nei casi dei precedenti indici ma, se prendiamo come riferimento i lassi temporali anni 1950-70 e 1980-2010 è possibile evidenziare come nel primo lasso di tempo i fenomeni erano molto più violenti e perseveranti a causa di una forte espansione del vortice polare (valori negativi), mentre nel secondo lasso temporale le discese vanno man mano ad essere meno perseveranti e violente (valori positivi) proprio a causa di una espansione "localizzata" e meno estesa del VP (le cause potrebbero essere una minore espansione dei ghiacci o della copertura nevosa).

Come direbbe Marzullo…la domanda sorge spontanea…ovvero com'è possibile avere degli scambi meridiani senza un apparente indice "favorevole"????…Ecco qui che risalta all'occhio l'importanza delle anomalie atlantiche (SST): sembra infatti che negli anni di NINA, l'anticiclone delle azzorre riceve un apporto in termini di spinta molto più marcato rispetti agli anni di NINO sia per la minore ingerenza atlantica (NAO positivo) e sia per la disposizione delle anomalie termiche atlantiche.

Osserviamo infatti alcune configurazioni bariche delle date sopra evidenziate:

3 Febbraio 1956

28 Febbraio 1971

 

14 Febbraio 1976

30 Gennaio 1999

11 Febbraio 1999

24 Gennaio 2000

16 Febbraio 2008

Notate qualcosa di simile????…Incredibile la costanza della configurazione che spiegherebbe anche la "correlazione nascosta" ed il passaggio da negativo a positivo dell'AO nel corso di questi anni…osservate infatti come la spinta dell'azzorriano faccia sempre più fatica a sfondare verso i paesi scandinavi.

Infine una chicca…..ecco la disposizione delle anomalie atlantiche nell'inverno 2007-2008

Dicembre

Gennaio

Febbraio

Un tripudio di anomalie positive in atlantico tra il 40° e 60° Parallelo….ovvero l'area più influente in cui l'azzorriano ricava della linfa per le sue spinte.

Ricapitolando il tutto….se ci dovreste chiedere una configurazione ottimale per le nostre terre per questo inverno vi diremmo senza ombra di dubbio NINA MODERATE, AO negativo, PNA negativo, PDO negativo, NAO neutro o debolmente positivo e , dulcis in fundo, anomalia termica positiva a largo della costa Iberica e Britannica.

 

La Redazione


2 commenti

  1. volevo sapere se secondo te visto tutta la situazione mi è sembrato di capire che la neve arriverebbe in febbraio.
    mi sai chiarire meglio la situescion…………………………………………….

  2. Redazione

    L'articolo sopra evidenziato era mirato ad evidenziare le correlazioni tra inverni passati e presenza della NINA. Per le tendenze riguardo a questo inverno su questo link puoi trovare le recenti http://www.cosenzameteo.it/?page_id=220/stanza-generale-meteorologia/evoluzione-configurazione-ottimale/page-3/ . In particolare consigliamo di leggere il msg del 30 Ottobre e successivamente le tendenza grafiche

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