La Nebbia

A cura di Manuel Mazzoleni (3bMeteo) – Innanzitutto cerchiamo di capire che cosa è la nebbia. Per definizione la nebbia è un'idrometeora che si forma per condensazione, in prossimità del suolo, del vapor acqueo in minuscole goccioline d'acqua, dell'ordine di 5-10 micron di diametro, che modificano le proprietà ottiche dell'aria, riducendo la visibilità. Secondo l'Organizzazione Meteorologica Mondiale l'espressione nebbia (indicata FG, dall'inglese fog) si applica quando la visibilità è inferiore ai 1000 metri. Per visibilità da 1000 a 5000 metri si usa, invece, il termine foschia (indicata BR, dal francese brume).

La nebbia inizia a formarsi quando l'umidità relativa di una massa d'aria raggiunge il 100%, ovvero quando si ha la saturazione del vapore acqueo in essa contenuto. Ci sono tuttavia differenti meccanismi e condizioni affinché si raggiunga questa condizioni. Ecco perché parla di nebbia da irraggiamento, da avvezione, da umidificazione o frontale.

Scopriamo insieme le principali differenze:

Per prima cosa la nebbia si può formare attraverso due meccanismi: umidificazione della massa d'aria vicina al suolo (nebbie da evaporazione) oppure raffreddamento dell'aria (nebbie da raffreddamento) che può essere di tipo isobarico (tipico delle configurazioni anticicloniche, come quella dei prossimi giorni) o adiabatico.

Tra quest'ultime ritroviamo la nebbia da irraggiamento: si forma generalmente dopo il tramonto, quando il suolo cede calore allo spazio tramite irraggiamento, raffreddandosi. La temperatura degli strati d'aria prossimi al terreno si abbassa sino a raggiungere la temperatura di rugiada permettendo la condensazione di goccioline di acqua liquida. La nebbia da irraggiamento è tipica delle notti con cielo sereno, vento poco intenso, elevato grado di umidità, presenza di inversione termica e atmosfera molto stabile. Lo strato nebbioso generalmente si mantiene sotto i 300m.

Esiste poi la nebbia da avvezione, che si forma quando l'aria umida e calda passa per avvezione sopra il terreno freddo e viene così raffreddata. Questo fenomeno è frequente sul mare quando l'aria tropicale incontra ad alte latitudini acqua più fredda, come avverrà sull'Adriatico nei prossimi giorni. È anche comune il caso in cui un fronte tiepido passi sopra un'area abbondantemente innevata. Alle nebbie d'avvezione appartengono anche quelle che si formano quando aria calda marittima invade durante le ore notturne la terraferma e le nebbie nei fondovalle, dove, durante la notte, l'aria fredda accumulatasi scende e si deposita lungo i pendii delle montagne.

Citiamo anche: nebbia da umidificazione che è la forma più localizzata ed è creata dall'aria fredda che passa sull'acqua molto più calda. La nebbia da umidificazione è frequente nelle regioni polari ed intorno ai laghi più grandi e più profondi nel tardo autunno e all'inizio dell'inverno, spesso causa nebbia ghiacciata o talvolta brina. Nebbia frontale (o nebbia da precipitazione) che si forma quando una precipitazione cade nell'aria secca dietro alla nube, le goccioline liquide evaporano in vapore acqueo. Il vapore acqueo si raffredda e al punto di rugiada condensa e forma la pioggia. Nebbia congelantesi che si verifica quando le goccioline di nebbia si trovano allo stato liquido nonostante la temperatura dell'aria sia inferiore a 0°C. Essa entrando in contatto con una superficie congela formando galaverna, calabrosa o ghiaccio chiaro.


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