Inverno movimentato? Diamo uno sguardo all’indice S.A.I.

Nel 2011 due ricercatori americani, Judah Cohen and Justin Jones, pubblicarono un articolo scientifico (*) in cui esposero (e dimostrarono) un concetto semplice: le sorti dell'inverno nell'emisfero nord (quindi anche in Europa) dipendono dall'innevamento che si genera sul comparto euroasiatico (al di sotto del 60° parallelo e compreso tra 0° e 180° di longitudine est – si veda immagine di copertina) nel mese di ottobre che precede la stagione invernale stessa.

In particolare Cohen ha osservato che maggiore è la rapidità della crescita della superficie di territorio euroasiatico coperta da neve nel corso del mese di ottobre, maggiore sarà la probabilità di avere un inverno (considerato nei mesi che vanno da dicembre a febbraio) caratterizzato da valori dell'indice AO (Arctic Oscillation) negativi, il che, in soldoni, significa vortice polare molto debole e quindi maggiore probabilità di rilasci di colate di aria fredda di origine artica sin verso il bacino del Mediterraneo.

Cohen e Jones per "misurare" la rapidità della crescita della copertura nevosa nel territorio euroasiatico suddetto, hanno introdotto un nuovo indice denominato S.A.I., acronimo di Snow Advance Index. Come si calcola tale indice? Presto detto: dall'1 sino al 31 ottobre si segnano giorno per giorno le estensioni di copertura nevosa nel territorio euroasiatico (espresso in milioni di kmq) dopodichè, a fine mese, si interpolano (rispetto ai giorni del mese) tali dati con una retta di regressione, andando a calcolare la pendenza della retta stessa, la quale fornisce, grossolanamente, l'incremento giornaliero medio della superficie nevosa durante il mese.

Quindi per il calcolo del SAI è necessario conoscere l'estensione della superficie nevosa "giorno per giorno". Purtroppo questo dato è calcolabile solo da pochi anni, precisamente dal 1997, grazie alle immagini satellitari fornite dal sistema IMS (Interactive Multisensor Snow and Ice Mapping System).

Così il S.A.I. può essere quantificabile, con precisione, solo dal 1997. Ed è proprio a partire da quell'anno che Cohen e Jones hanno confrontato il valore del SAI ottobrino con quello dell'AO dell'inverno successivo, ottenendo un'alta correlazione lineare (0,81) come mostra il seguente grafico (dove, giusto per la precisione, si confrontano i valori di "anomalia standardizzata" del S.A.I., moltiplicate per -1 in modo da rendere la correlazione S.A.I. – AO positiva):

SAI-AO aggiornato

Insomma: se il SAI nel corso di ottobre, assume un valore negativo, molto probabilmente l'AO del trimestre invernale successivo assumerà un valore analogo. E' successo così nell'inverno 2000-2001, nel 2009-2010 e la stessa cosa si verificò anche nel 2012 (ricordo che gli inverni 09/10 e 11/12 furono freddi e nevosi per le nostre zone!).

Passiamo ora a quello che è successo in questo mese di ottobre 2014.

La figura successiva, elaborata,per la parte relativa al 2014, da un utente del forum di http://www.americanwx.com/ (QUINDI NON E' IL GRAFICO S.A.I. UFFICIALE 2014, CHE COHEN PUBBLICHERA' PRESUMIBILMENTE IN UN GIORNO NON PRECISATO DI NOVEMBRE) mostra, con le sue curvilinee, l'andamento dell'estensione della superficie coperta da neve nel comparto euroasiatico per ciascuno dei 31 giorni del mese di ottobre di diversi anni: in blu il 2007, in arancione il 2009, in giallo il 2012, in verde il 2013 e in azzurrino il 2014.

SAI 2014 da dati giornalieri IMS

 

Le "linee dritte" invece rappresentano, per ciascun anno, le rette di regressione, le cui pendenze indicano quanto più o meno rapidamente, quell'anno, la copertura nuvolosa è cresciuta durante i giorni di ottobre; ad esempio gli anni 2009 e 2012 (arancione  e giallo) presentano grandi pendenze (sono molto inclinate), cioè la copertura nevosa è cresciuta molto rapidamente durante il mese; quando questo avviene il SAI, convenzionalmente (ricordo che si moltiplica per -1) si assume negativo ed infatti il più basso valore del SAI si è verificato proprio nel 2009. Di contro, nel 2013 la retta ha assunto una inclinazione minima (retta verde) ed infatti l'AO medio dell'inverno 13/14 è stato positivo.

Ebbene, analizzando sempre il grafico in oggetto si può osservare come la linea azzurrina (relativa all'anno corrente 2014) SIA LA PIU' INCLINATA DI SEMPRE, anche più del 2009 e del 2012.

In particolare si vede che nel mese di ottobre 2014, la crescita della copertura nevosa nel comparto euroasiatico è stata di circa 295.000 kmq/giorno, superiore anche a quella record di 260.000 kmq/giorno del 2009.

Quindi il valore del SAI 2014 sarà probabilmente il più basso dal 1998.

Quindi cosa si può dire al riguardo della prossima stagione invernale 14-15? Che all'81% sarà caratterizzata da valori di AO medio trimestrale molto negativo, quindi avremo probabilmente tante occasioni di rilasci di aria fredda di origine artica o continentale sin verso le nostre latitudini. Il problema è: quale traiettoria assumeranno questi bomboloni gelidi? Se infatti dovessero puntare sull'asse Inghilterra-Francia-Spagna, avremmo gran freddo su queste zone, e tempo sicuramente più mite e secco da noi. Ma se la traiettoria dovesse essere maggiormente sud-orientale….a quel punto sarebbero le nostre regioni ad essere interessati da episodi di freddo intenso.

In definitiva, una sola cosa sembra essere ragionevolmente sicura: l'inverno 14-15, almeno stando all'indice S.A.I., sarà movimentato, quindi notevolmente diverso rispetto al piatto "non inverno" dello scorso anno.

Insomma, una stagione tutta da seguire e gustare ovviamente con noi, su www.cosenzameteo.it!!!!!

 

(*) "A new index for more accurate winter predictions", GEOPHYSICAL RESEARCH LETTERS, VOL. 38, L21701, doi:10.1029/2011GL049626, 2011


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