Illusione “Stratosferica”?

I segnali del deciso evento stratosferico anticipato nella precedente analisi si faranno sentire nel corso dei prossimi giorni. Lo Stratwarming (forte riscaldamento stratosferico) verrà classificato molto probabilmente come evento di tipo ESE (Extreme Stratosphere Event) capace di provocare la rottura del vortice polare su tutta la sua colonna.

Eventi del genere solitamente sono collegati ad un ritorno, anche severo, dell'inverno puro e crudo se rapportati ad annate storiche in cui si verificarono le medesime condizioni (vedi 1963,1985). Tuttavia le variabili in gioco da considerare sono molte e, nonostante una disposizione favorevole delle figure in gioco a discese di rami del vortice polare sul bacino del mediterraneo, non è detto che ciò accada.

Una variabile in dubbio nelle prossime ore sarà la propagazione completa dell'evento alle quote troposferiche. Se nei giorni passati lo split del vortice polare era dato quasi per certo anche alle basse quote della stratosfera

nelle ultime emissioni questa certezza è andata via via ridimensionandosi, con una dinamica sempre improntata allo split ma non netta come la precedente

Molto probabilmente lo split del vortice polare avverrà anche in troposfera con tempistiche più dilazionate nel tempo ma il rischio che tutto ciò possa anche non verificarsi sta iniziando a prendere piede facendoci ritrovare nelle condizioni limiti in cui un evento stratosferico di tale portata non abbia effetti del tutto devastanti in troposfera. Solitamente il primo indizio a cui rimanda un ESE è la nascita di un alta pressione dinamica al centro del Polo

Condizione necessaria per cui questa figura barica prenda piede è la totale divisione del vortice polare in due o più lobi distinti. Le ultime emissione lasciano pensare ad un forte forcing al vortice polare ma non sufficiente a farlo splittare del tutto, in particolar modo possiamo vedere la difficoltà da parte delle due onde principali (Aleutinica e Azzorriana) nell'imprimere la spinta decisiva nella carta delle vorticità potenziali del modello inglese ECMWF

Il tutto nei piani troposferici si tradurrebbe in una risalita non molto convinta dell'anticiclone Azzorriano che provocherebbe la discesa di un nucleo di aria Artica favorevole al ritorno della neve in montagna, quindi un modesto episodio invernale che non avrebbe nulla di storico almeno per le nostre lande.

Split che potrebbe concretizzarsi un po più in la nel tempo a causa di un nuovo forcing impresso sempre alle alte quote Stratosferiche, ed in propagazione verso il basso entro la terza decade di Gennaio, per via di due nuovi flussi di calore nelle zone sensibili alle due onde principali, ma con disposizione dei centri di Geopotenziale non proprio da manuale come quella delle prossime ore.

 

Ricapitolando il tutto ritorno di una parvenza di inverno a partire dal 11-12 c.m. con maltempo diffuso su tutta la provincia, neve over 1200mt.

Dal 20 le sorti dell'inverno Italico saranno nelle mani di due flussi di calore, con la consapevolezza che la storia rimanga confinata nell'Europa dell'est.

Come al solito vi invitiamo a seguire gli aggiornamenti sul forum.

 

La Redazione


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