Il “vero” Inverno ai nastri di partenza

Per la gioia degli amanti della neve e degli sport invernali, si inizia ad intravedere una luce in fondo a questo tunnel di primavera anticipata che dura ormai da Dicembre e che avevamo ampiamente predetto nella tendenza stagionale pubblicata nel forum ad inizio Novembre.

Un "non inverno" durato una decina di giorni in più rispetto alle nostre attese ma che, dalla prossima settimana, inizierà a farsi sentire principalmente in montagna con l'arrivo di nevicate consone al normale decorso stagionale, mentre dalle quote collinari in giù sarà la pioggia la vera protagonista almeno fino a fine mese.

Cambio di circolazione confermato dai maggiori centri di calcolo mondiali e anche dai vari indici teleconnettivi. A conferma di ciò ecco l'andamento previsto dall'indice AO (Artic Oscillation) che, quando vira su valori negativi, è la principale spia di allarme su eventuali possibilità di scambi meridiani tra le massa d'aria polari e le latitudini al di sotto del 60° parallelo.

 

Una permanenza abbastanza duratura, sintomo della fine del precondizionamento stratosferico, ma dettata anche dalla ormai fisiologica perdita di forza del vortice polare.

Cerchiamo adesso, con l'aiuto del modello di previsione a scala Globale GFS, di identificare i periodi in cui le masse di aria fredda potrebbero fare il loro ingresso nel bacino del mediterraneo:

20 – 22 Gennaio (probabilità 80%): ingresso di un nucleo di aria marittima con piogge sparse un po su tutta la regione, diminuzione progressiva delle temperature con nevicate inizialmente a quote superiori ai 1700 mt ma anch'esse in calo fino ai 1100-1200 mt per giorno 22.

 

24 – 27 Gennaio (probabilità 50%): entrata di un nuovo nucleo di aria marittima ma con parziale contributo artico, piogge diffuse anche di forte intensità, quota neve che potrebbe arrivare anche alla soglia dei 900-1000 mt nel momento clou del peggioramento.

 

Per quanto riguarda il mese di Febbraio, i movimenti sull'intera colonna del vortice polare sono ancora ambigui, dividendosi tra un nuova ripartenza dello stesso e associate possibilità di circolazioni secondarie a contributo continentale ma sempre in un contesto di prevalenza altopressoria, oppure la nascita di un forte riscaldamento stratosferico con conseguente ulteriore indebolimento del vortice polare e possibilità di discese al più artiche in un contesto di maltempo generale associato a parziali risalite subtropicali.

 

La Redazione

 


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