Il Clima della provincia di Cosenza

La Valle del Crati si trova, ad un’altitudine media di 200m, rinchiusa tra i monti della Catena Costiera, della Sila e del Pollino presentando una sola e parziale apertura sul mare a nord-est (Piana di Sibari). Di conseguenza l’influenza del mare sul proprio microclima risulta quasi assente: infatti, le escursioni termiche, sia giornaliere che annuali, sono molto elevate. Le temperature minime, che grazie all’irraggiamento notturno ed all’inversione termica, raggiungono valori bassi (se rapportati ad altitudine e latitudine), sono affiancate da massime che, specie in condizioni di calma di vento e nella stagione estiva, risultano molto elevate. Come accennato sopra l’inversione termica è quasi una costante della vallata, grazie alla scarsa presenza di venti, di cui risulta riparata proprio dall’orografia del territorio. In modo particolare i venti sono praticamente assenti quando, altrove, spirano dai quadranti orientali (E SE) a causa della presenza del massiccio Silano. Spesso, infatti, quando al suolo si hanno venti di Scirocco nella colonna d’aria soprastante alla valle si ha omotermia. Proprio questo favorisce precipitazioni nevose anche in pianura quando l’aria mite sopraggiunge su un cuscinetto freddo, generato da una precedente ondata fredda (solitamente serve una giornata di cielo sereno con -5°C ad 850hPa). In altri casi le precipitazioni nevose si hanno con aria fredda che arriva dal Rodano o dai Balcani (almeno -2/-4°C ad 850hPa) supportata da minimi di bassa pressione nelle vicinanze o, comunque, posti in modo tale da attivare correnti occidentali. Proprio con correnti occidentali si ricevono i maggiori quantitativi pluviometrici, grazie allo stau prodotto dalla Catena Costiera e dalla Valle del Savuto. La zona si ritrova in ombra pluviometrica con correnti settentrionali. In condizioni anticloniche oltre all’escursione termica accentuata, sono frequenti foschie o banchi di nebbia, specie nelle zone più basse, e brinate nel periodo invernale; in estate, invece, tendono a generarsi temporali e nubi cumuliformi nelle ore centrali e frequentemente si hanno temperature molto alte accompagnate da valori di umidità molto bassi nelle zone di periferia (valori decisamente superiori, invece, nelle aree urbane).

La Catena Costiera si eleva sul versante Tirrenico e presenta due microclimi differenti tra il versante marino e quello interno. Le differenze sono principalmente a livello termico: più caldo e umido quello marino, più freddo e secco quello interno. Gli apporti pluviometrici si hanno prevalentemente con correnti dai quadranti occidentali, specie SW generando un notevole effetto stau. I venti soffiano principalmente dai quadranti occidentali e da SE (Scirocco), che spesso assume carattere favonico. In estate sul versante marino non è raro, anche in condizioni anticicloniche, avere nubi basse, determinate appunto dall’effetto stau generato dalle sea breeze (brezze marine).

La Piana di Sibari si estende a nord-est della Valle del Crati, a sud del Pollino ed affaccia sul mar Ionio. Il suo microclima è a metà strada tra un clima tipico di zone marine ed uno di pianure interne. Sono possibili inversioni termiche in condizioni di spiccata stabilità ma prevalentemente si avverte l’influenza del mare grazie alle brezze. Proprio dal mar Ionio arrivano le precipitazioni più rilevanti. Anche, da ovest, comunque, riescono a sconfinare delle precipitazioni, seppur deboli. Sono rare ma non impossibili nevicate anche a quote prossime al livello del mare, in presenza di correnti gelide da nord-est di estrazione continentale (almeno -6/-8°C ad 850hPa).

Il Pollino è la zona più settentrionale della provincia e generalmente la più fredda a parità di quota. Estendendosi in largo ogni zona è più esposta a correnti diverse: i versanti Tirrenici ricevono i maggiori apporti pluviometrici con correnti occidentali, i versanti Ionici con correnti orientali, i versanti sud (Castrovillari) prevalentemente con correnti meridionali (S SE). Le uniche zone a non ritrovarsi praticamente mai in ombra pluviometriche riguardano vette centrali. La neve cade in abbondanza alle alte quote, sconfinando anche fino alla bassa collina in presenza di isoterme fredde (-4/-5°C a 850hPa). Con gelide correnti da est,nord-est i versanti orientali, spesso, si trovano sotto veri e propri blizzard nevosi. In estate sono frequenti temporali per attività termo-convettiva pomeridiana.

La fascia Ionica gode di un clima costiero Mediterraneo. Risente dell’effetto del mare che mitiga il freddo invernale e rinfresca le calde giornate estive, determinando, quindi, escursioni termiche molto contenute. Il vento soffia costantemente e risulta forte in presenza di Grecale, Tramontana o Scirocco. Le precipitazioni si hanno prevalentemente con correnti orientali e risultano abbondanti in presenza di Ionio low (centro di bassa pressione del mar Ionio). Quasi del tutto assenti fenomani da stau ad esclusione delle zone di Trebisacce e Corigliano. Molto rare le nevicate, specie con accumulo. Sono possibili in presenza di gelide correnti nord-orientali (almeno -7/-8°C ad 850hPa).

L’Altopiano della Sila Grande è il cuore pulsante della Calabria centrale. Circondato a nord dalla Piana di Sibari, a sud dalla piana di Santa Eufemia, a ovest dalla Valle del Crati e ad est dal Marchesato Crotonese, presenta un’altitudine media di circa 1350mt con un picco massimo di 1928mt rappresentato dalla cima del monte Botte Donato. La vicinanza al Mar Ionio e al Mar Tirreno rendono praticamente unico il clima Silano caratterizzato da un’estate “breve” con giornate calde e secche mentre l’inverno risulta rigido e nevoso assumendo nei mesi di Gennaio e Febbraio tratti tipici del clima alpino. A testimonianza di ciò la facilità del manto nevoso nel superare spesso la soglia dei 3mt di neve in particolare sulle cime di Botte Donato e Monte Scuro. Le precipitazioni sono praticamente assicurate in ogni condizione, in particolare nella fase autunno-inverno arrivando a superare i 2000mm grazie appunto alla vicinanza delle umide correnti marine. Da segnalare inoltre la possibilità di blizzard nevosi in presenza di correnti dai quadranti di nord-est, specie nelle zone orientali (Longobucco, San Giovanni in Fiore). Le temperature si attestano mediamente sui 20° estivi e sugli 0° invernali che, soventemente, durante le ore notturne crollano in territorio negativo con punte di -28° in caso di forti ondate di gelo aiutate dalla conformazione climatica dell’altopiano e,allo stesso tempo, correlato all’effetto albedo.

La Valle del Savuto associa la sua collocazione geografica al percorso dell’omonimo e più famoso fiume Savuto che, forte dei suoi 48km di lunghezza, rappresenta il confine naturale tra gli ultimi rilievi Silani, il massiccio del Reventino e parte della Catena Costiera. La particolare conformazione della vallata non permette di associare alla stessa un’unica definizione climatica ma è bensì necessario dividerla in 2 distinte fasce. La prima fascia, rappresentata dai comuni prossimi alla foce del fiume, presentano un clima mite fortemente influenzato dalle costanti ed umide correnti marine provenienti da ovest/nord ovest con massimi picchi precipitativi e di ventilazione in presenza di minimi tirrenici. La seconda fascia, rappresentata dai comuni interni al territorio, registra un clima temperato freddo continentale con estati calde, ed un altimetria media di 700-800 mt con picchi di 1200mt. Le correnti presenti variano dal quadrante Ovest di origine prevalentemente marittima e quindi miti ed umide, a quelle più secche e temperate di estrazione orientale provenienti da nord-est (Valle del Crati) ed est (Altopiano Silano) che, durante la fase invernale, regalano rovesci nevosi con termiche non eccezionali (-2/-3 a 850hPa). Nella valle sono frequenti casi di inversione termica, mentre la piovosità media si attesta su valori di 1500mm/annui dovuti ai frequenti episodi di Stau, e concentrati soprattutto tra i mesi di Novembre e Marzo.