I perchè di un Giugno caldo e secco

Nemmeno il tempo di pregustare questa piccola pausa mite che già si prepara il prossimo attacco frontale da parte delle masse d’aria calde stipate sul nordafrica.Questo andazzo, contraddistinto da risalite altopressorie, a carattere di onda mobile, che si alternano a periodi brevi di calma, con temperature più miti, ha caratterizzato quasi tutto il mese di giugno.Possiamo in particolare notare come siamo in presenza di forti anomalie negative, a livello di SSTA, in nordatlantico:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una NAO in territorio costantemente negativo per tutto il mese ci indica, in concomitanza di quanto visto sopra,una forte predominanza su questa porzione di emisfero di forti sistema depressionari con un azzorriano in sordina.Gli affondi meridiani da parte delle low nordatlantiche sollecitano le frequenti risalite calde di cui si parlava all’inizio dell’articolo.Tali risalite quest’anno stanno però avendo una maggiore efficacia in termini di apporto di aria calda, tutto grazie ad un ITCZ (Inter Tropical Convergence Zone, ovvero la fascia a livello all’incirca dell’equatore presso cui convergono gli alisei dei due emisferi) molto più a nord del solito, per la media del periodo:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’ ITCZ è contraddistinta, dalla presenza di forti attività convettive.Sopra di essa essa agisce la fascia degli anticicloni subtropcali.Con un movimento "a spinta", uno spostamento verso nord della zona convettiva equatoriale comporterà anche uno stanziamento più settentrionale proprio della fascia anticiclonica e quindi delle masse d’aria più calde.Questo pattern, associato alla situazione barica descritta sopra, spiegherebbe non solo quindi una maggiore intrusione proprio delle masse d’aria calda, ma  anche il transito a latitudini più elevate delle depressione atlantiche e quindi la relativa scarsità di piogge per le nostre zone: tutti effetti di una cella di hadley molto più invadente del solito sul mediterraneo centrale.


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