Guida alla lettura dei Modelli Matematici Meteorologici

La nascita di internet, con il conseguente aumento esponenziale delle fonti di informazioni,  ha fornito le chiavi a molti meteo amatori di alcuni strumenti che, se saputi usare, ridurrebbero a zero la necessità di seguire i vari tg meteo nazionali. Tra i più usati spiccano sicuramente i Modelli di Previsione, non altro che una trasposizione di dati numerici, ricavati dallo sviluppo di sistemi di equazioni differenziali non lineari, e "tradotti" in tante belle cartine con differenti tonalità cromatiche.

Chi di voi non ha mai visto una cosa del genere???

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A primo impatto sembrerebbe un tentativo di disegno mal riuscito della cartina geografica europea su Photoshop…..ma proprio in questa accozzaglia di curve, numeri e colori, risiede la chiave di lettura sulla classica domanda "chissà che tempo farà domani???….."

In questa guida cercherò di essere il meno tecnico possibile per permettere ai neofiti della materia di sviluppare delle basi minime per la comprensione delle carte stesse.

Per rendere ancora più semplice il discorso spezzerò la discussione in due parti: nella prima verranno analizzate le 4 carte "Fondamentali" per il tracciamento di una normale previsione, mentre nella seconda verranno trattate le rimanenti carte offerte dai vari Modelli che si rendono necessarie per la comprensione e la previsione di altri fenomeni (es. Temporali, spinta della jet stream, ecc.) e che ne consiglio la lettura solo dopo aver preso dimestichezza con l’uso delle 4 carte fondamentali, in modo da non perdervi nella moltitudine di simboli, sigle e scalette da ricordare.

REQUISITI MINIMI

Prima di addentrarci nel discorso è bene specificare alcuni termini che troveremo frequentemente nel corso della trattazione dell’argomento:

Geopotenziale: in termini puramente teorici non è altro che il lavoro che occorre per spostare verso l'alto, ad una determinata altezza, una massa d'aria unitaria.  Per convenzione, risulta nullo al livello del mare. Nel nostro caso, ciò che ci preme conoscere è l’altezza Geopotenziale (rappresentata graficamente dalle isoipse), ovvero l’altitudine sul livello del mare, a cui si trova un determinato valore di geopotenziale, direttamente associato ad un determinato valore di pressione (es 500hPa, 850hPa). Ad alti valori di geopotenziale corrispondono condizioni di alta pressione e temperatura isotermica più alta, mentre a bassi valori di geopotenziale corrispondo condizioni di bassa pressione e temperatura isotermica più bassa.

DAM: è una scala di misura usata per la rilevazione dell’Altezza Geopotenziale. La sua unità di misura è il gpdam (geopotenziale per decametro) ed è praticamente uguale all’altitudine sul livello del mare della porzione di territorio presa in considerazione. Esempio: 552gpdam corrispondo a 5520mt di altitudine.

hPa: l’hectoPascal è un multiplo del Pascal (unità di misura della pressione) usato soprattutto in ambito meteorologico non tanto come misura vera e propria della pressione atmosferica ma, detto in termini più semplici, come misura del livello altimetrico a cui viene associata il range di pressione considerata. Assumendo come presupposto che salendo di quota la pressione diminuisce, e che in presenza di condizioni standard la pressione a livello del mare è pari a circa 1013 hPa, per ogni singolo hPa perso la quota sale di circa 8mt da cui è possibile ricavare una semplice tabella del tutto indicativa:

1013 hPa     =          0 mt slm 
  900 hPa     =      990 mt slm
 
  850 hPa     =    1450 mt slm
 
  700 hPa     =    3000 mt slm
 
  500 hPa     =    5500 mt slm
 
  300 hPa     =    9200 mt slm

Isobare: sono porzioni di territorio, graficamente rappresentate da linee tendenzialmente circolari, in cui è presenta la stessa pressione atmosferica a livello del mare.

Isoterme: determinano le aree in cui si registrano le medesime temperature.

Questo è tutto ciò che serve per poter analizzare nel dettaglio le 4 Carte Fondamentali che andremo di seguito ad affrontare.

Prima di iniziare è opportuno specificare il modello usato, ovvero GFS reperibile presso questo indirizzo http://www.wetterzentrale.de/t…..vneur.html , la cui scelta è ricaduta esclusivamente per la quantità di materiale che offre rispetto ad altri modelli anche più performanti.

LE 4 CARTE FONDAMENTALI

Pressione al suolo e Geopotenziale a 500 hPa

La carta meteo per eccellenza, rivelatrice di scambi meridiani tra creste di alta pressione e saccature di bassa pressione. Osserviamola nel dettaglio:

Le linee NERE corrispondono alle Isoipse relative alla linea di demarcazione dell’altezza Geopotenziale 550 gpdam che corrispondono ad una altimetria di 5500mt.

Le linee BIANCHE rappresentano le Isobare, ovvero la pressione presente nell’area da esse delimitata a livello del suolo.

Le linee GRIGIE tratteggiate rappresentano le Isoterme, ovvero le temperature presenti nell’area da loro delimitate.

Per quanto riguarda i diversi colori presenti nella carta, come già anticipato, rappresentano i vari Geopotenziali relativi alle diverse quote, in particolare la fascia che va dal ROSSO (600gpdam=6000mt) al GIALLO (552gpdam=5520mt) delimitano le zone di alta pressione contrassegnate dalla lettera H; la fascia che va dal VERDE (548gpdam=5480mt) al VIOLA (476gpdam=4760mt) rappresentano le aree di bassa pressione contrassegnate dalla lettera T.

In ultimo è evidente l’associamento delle Isoterme più fredde nelle aree contrassegnate da un basso gpdam mentre si registreranno Isoterme più calde nelle zone con presenza di alta gpdam.

Temperature a 850 hPa

La carta seguente permette di dare una stima della Temperatura "Potenziale" a 850 hPa. L’esatta altezza della temperatura è strettamente legata ad alcuni parametri che andremo di seguito ad esporre:

Le linee NERE sono una sorta di ISOTERME che ci aiutano a capire il profilo di temperatura delle varie saccature o creste in gioco. Il "potenziale termico" è rappresentato dalle varie cromature esplicitate nella scala a fianco.

Le linee BIANCHE sono rappresentative delle ISOBARE riportate anche nella carta principale del Geopotenziale a 500 hPa; la differenza sta nel fatto che in questo caso non è esplicitata la pressione ma la quota( espressa in decametri, per la conversione in metri basta moltiplicare per 10;Es.: 124dam = 1240mt) in cui si troverà la pressione analizzata in precedenza (Es.: se nella carta a 500 hPa è segnalata una depressione di 1000 hPa, nella carta a 850 hPa troveremo la quota altimetrica a cui si troverà quella stessa depressione). Inoltre la stessa quota riportata sulle Isobare è indicativa anche per l’altitudine a cui si troverà il potenziale termico delimitato dalle Isoterme.

Precipitazioni

La carta delle Precipitazioni da una stima indicativa dei millimetri di acqua (centimetri in caso di eventi nevosi) previsti in un determinato lasso temporale, generalmente nelle 6 ore successive alle precedenti.

Il posizionamento delle aree precipitative più intense sono spesso legate alla localizzazione dei centri depressionari.

Per quanto riguarda il livello di intensità, è facile associare gli eventi di importanza rilevante ad una tonalità cromatica più decisa (VIOLA) rispetto ad eventi blandi (VERDE ACQUA).

Venti a 10 mt

In questa carta vi è la rappresentazione grafica in merito alla disposizione delle correnti al suolo e alla loro intensità. Solitamente l’intensità delle correnti stesse viene misurata in nodi (come in questo caso) mentre in altre trasposizioni grafiche è solito ritrovare come parametro di misurazione il km/h.

La direzione del vento è graficamente rappresentata da un simbolo avente la direzione di provenienza del vento, a cui sono associate delle tacche nella coda che simboleggiano la velocità. Ogni tacca equivale a 10 nodi mentre una mezza tacca equivale a 5 nodi.

Le aree cromatiche forniscono una stima dell’intensità del fronte sull’area stessa.

APPROFONDIMENTO – LE CARTE "SCONOSCIUTE" A MOLTI

In questo paragrafo cercherò di dare una infarinatura con tanto di immagini a corredo delle carte meno utilizzate sul web e di difficile lettura a molte persone che si affacciano per la prima volta in questo mondo. Ne consiglio la lettura solo dopo aver preso dimestichezza con le 4 carte fondamentali, altrimenti si rischierebbe di aver solo un gran casino in testa.

CAPE+LI

La carta combinata CAPE(Convective Avalaible Potential Energy) LI (Lifted Index) permette di individuare le aree soggette a possibili episodi Temporaleschi.

Per le loro caratteristiche ed uso, il CAPE e il LI sono conosciuti anche come indici di Stabilità, in particolare il primo (CAPE [J/kg]) è utilizzato per dare una stima dell’intensità di eventuali nuclei temporaleschi in base all’energia ricevuta da un kg d’aria nella sua fase di caduta verticale; il secondo (LI [C°]) è un indice che misura appunto la stabilità dell’aria in base alla differenza di temperatura raggiunta da un particella di quest’ultima alla quota di 500 hPa, e che può assumere valori positivi (stabilità) o negativi (instabilità).

La mappa evidenzia una zona di forte instabilità con valori di LI fortemente negativi ed una grande energia in gioca evidenziata da valori di CAPE elevati.

Viceversa le zone con valori di LI positivo e CAPE tendenti a zero escludono episodi di instabilità.

Attenzione, l’uso di questa carta permette di individuare un’area piuttosto ampia di instabilità, mentre per ottenere una buona approssimazione delle aree colpite è necessario integrare il tutto con le carte relative alla Velocità Verticale.

Velocità Verticale a 700 hPa

La carta relativa alla velocità verticale si basa appunto sulla capacità del moto verticale dell’aria. Per misurare la variazione di quota si prende come riferimento la differenza di pressione oraria (hPa/h). Per convenzione le variazioni negative corrispondono ad una fase di risalita dell’aria; viceversa le variazioni positive corrispondo ad una fase di discesa dell’aria.

Le aree colorate di ROSSO rappresentano zone ad elevata umidità e copertura nuvolosa che, se incrociate con gli indici di stabilità prima definiti, possono dare un’ottima localizzazione dei temporali. Le aree colorate di BLU rappresentano zone ad elevata stabilità con poca umidità e copertura nuvolosa assente o sterile.


1 commento

  1. wolf

     
    Grazie, interessante, pensavo di peggio, ottima spiegazione.

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